LA CULTURA.

A Sant’Eusanio del Sangro, quando si parla di cultura, in modo immediato ed inevitabile si pensa a Cesare de Titta, alta figura di incredibile poliedricità. 

Cesare de Titta nasce a Sant’Eusanio del Sangro nel 1862 ed ivi muore nel 1933.

A sedici anni entra nel Seminario di Lanciano e, già conoscitore di latino ed abile nei volgarizzamenti, conclude in poco più di tre anni il corso quinquennale. Dal 1881 al 1889 insegna latino e greco a Venosa e qui maturano i Saggi di traduzione da Catullo che, pubblicati a Lanciano nel 1891, gli procurano da parte del Ministero il Diploma di Lettere, in virtù del quale insegna a Lanciano dal 1891 al 1926. Consulente della Casa Editrice CARABBA, stampa per essa due pregevoli e famose grammatiche per l’insegnamento della lingua italiana e di quella latina, molto apprezzate ancor oggi.

Nella sua casa «Fiorinvalle di Terra d’oro» passano, ospiti illustri, personaggi della cultura nazionale, da G. d’Annunzio a L. Pirandello, da G. Gentile a P. Orano, da L. Illuminati a D. Tinozzi.

Filologo, umanista e poeta dai «tria corda» è tra i rappresentanti più significativi della cultura del primo trentennio del Novecento.

L’intera sua opera, insieme a molti inediti, è stata riproposta con una edizione che s’intende definitiva, diretta e curata con tanta passione dal prof. Vittore Verratti, recentemente scomparso. La ripubblicazione, iniziata nel 1986 presso la Casa Editrice Itinerari per volontà del compianto Presidente prof. Francesco Paolo Giancristofaro, è stata sostenuta dall’impegno che il Comune di Sant’Eusanio del Sangro ha inteso assumere nei confronti dell’illustre concittadino, grazie alla sensibilità e all’attenzione riservate dalle amministrazioni tutte che si sono succedute alla reggenza di questo Comune, attraverso un piano unitario e con un onere rilevante.

I volumi pubblicati, complessivamente venti e disponibili anche in cofanetto, in ordine cronologico di ristampa sono i seguenti:

 1986 – CARMINA, vol. 3° (inedito)

1987 – POESIE,  voll. 2 (con molti inediti)

1990 – TRADUZIONI E NOTE CRITICHE (con inediti)

1992 – CANZONIERE

1992 – TERRA D’ORO

1996 –ACQUA FOCO E VENTO

1997 – GENTE D’ABRUZZO

1998 – CARMINA, vol. 1°

1998 – CARMINA, vol. 2°

2000 -  TEATRO,  quattro volumi di grande interesse artistico e documento insostituibile per la conoscenza da parte delle più giovani generazioni della  memoria storica del paese, così suddivisi:

         I – A LA FONTE – LA SCUNCORDIE – AREPUORTE LA FRIZZORE –                                        LU DIAVULE OMMENE  E LU DIAVULE FEMMENE

         II – MASTRE CARDILLE – LU MIRACULE

         III – LA ‘RROBBE DA ZA GNESE –  SORA SBRUVEGNATE

         IV – LA SIRENETTA (dramma lirico inedito) –   LA FIGLIA DI IORIO (in traduzione dialettale)

 2000 -  IL PRIMO LIBRO DELLE CARTOLINE

2000 - GRAMMATICA ITALIANA (richiesta da studiosi, amanti e conoscitori dell’opera).

2002 - GRAMMATICA LATINA (con corredo di n° 3 volumi di esercizi)

La poesia latina, tutta edita, è costituita dai tre volumi di CARMINA e dal volume TRADUZIONI E NOTE CRITICHE, che raccoglie le traduzioni dal latino (Catullo), in latino (D’Annunzio) e una varia e interessante miscellanea.

La poesia italiana è rappresentata dai due volumi di POESIE e da IL PRIMO LIBRO DELLE CARTOLINE.

La poesia dialettale, tutta edita, è costituita da: CANZONIERE, TERRA D’ORO, ACQUA FOCO E VENTO, GENTE D’ABRUZZO.

 Filippo De Titta, cugino di don Cesare e maestro elementare legato all’adolescenza di Gabriele d’Annunzio, che all'amico santeusaniese si recò spesso a fare visita e al quale era solito inviare gli esemplari di ogni sua opera, accompagnandoli con versi ed espressioni affettuose. Di non comune intelligenza, di temperamento sognatore e poco incline agli "studi severi", ha scritto fresche poesie in dialetto e numerosi bozzetti, in parte inediti, in cui ricorda gli anni della giovinezza trascorsi con D'Annunzio al seguito dello zio, il garibaldino don Tito de Titta. Presso la Biblioteca Provinciale di Chieti è conservato un raro libretto: Le prime ciliegie, che riporta numerosi aneddoti legati alla sua esperienza magistrale.

 Giuseppe Loreto , maestro elementare prima e poi Segretario Comunale a Sant'Eusanio del Sangro  per 45 anni (a partire dal 1903). Cugino di Cesare de Titta, fu autore di pregevoli lavori in italiano e in dialetto, lingua quest'ultima che considerava "viva, briosa, dolce, poetica, energica e con modulazioni armoniose"; in tale idioma scrisse due drammi: N'è lu vere e Angelelle e Cole che ottennero la designazione al concorso bandito nell'anno 1950 dall'editore Gastaldi di Milano. Tra le sue opere si ricordano Il cavaliere azzurro, ispirato ai più alti ideali dell'amore, Donne al sole, Locarno, Ricordi di famiglia, Fole per tutti, bellissima raccolta di fiabe. Fu, inoltre, autore di precise riflessioni critiche su Cesare de Titta e di studi sulle teorie sociali, dai quali emerge prepotentemente la figura di un uomo di alta moralità, animato da forte senso di giustizia e da disinteressato impegno civile. I suoi scritti, in una collezione postuma non in vendita, sono stati raccolti e pubblicati amorevolmente dalla figlia Sofia.

 Beniamino Rosati, valente chirurgo, medico dei "ricchi e dei poveri", ricercatissimo per i suoi preziosi consulti, docente di Patologia Chirurgica nell'Università di Napoli, rappresentò una delle ultime figure di medico umanista: disegnatore, modellatore, autore di collages,versi e satire politiche mordaci, amico di letterati e filosofi, frequentatore di cenacoli culturali napoletani, strenuo difensore dei valori ambientali. Si deve al suo impegno la mancata realizzazione sulla costa di Fossacesia della Sangro Chimica. Di carattere contraddittorio, viene ricordato come personaggio eccentrico, intollerante e collerico, fiero e indipendente, ma generoso e disinteressato nell'esercizio della professione medica. Alla sua morte, per testamento olografo, ha lasciato in eredità al Comune di Sant'Eusanio del Sangro la sua biblioteca e la sua abitazione ed ha istituito un premio scolastico da assegnare ogni anno agli alunni locali più meritevoli che conseguono la licenza media "col massimo dei voti e buona condotta".  

Armando Consalvi,dopo essersi diplomato presso l'Istituto Magistrale di Lanciano nel 1943, svolse lavoro d'ufficio per due anni e poi intraprese la carriera di maestro girovagando per i più sperduti paesi della provincia di Chieti. Nel 1963 iniziò il lavoro di Segretario presso il I Circolo di Lanciano, dove rimase sino al pensionamento (1985). Negli anni '60 fu Sindaco di Sant'Eusanio del Sangro (ruolo che precedentemente era stato ricoperto anche dal padre Raffaele) e in qualità di Presidente del Consorzio degli agricoltori per la costruzione di strade interpoderali e acquedotti rurali ebbe il merito di portare la rete di acqua potabile nelle frazioni. Amato e stimato da tutti, ai suoi amici faceva ascoltare i versi appena composti, in italiano e in dialetto, per ottenerne l'approvazione o saggiarne la comprensione e il gradimento. La produzione di sonetti, poesie, filastrocche, scherzi, acrostici fu vastissima e solo una parte fu raccolta nel libretto"Lu ciardinette mé" che presentò nel febbraio del 1990, appena due mesi prima di morire. Ottenne premi e numerosi riconoscimenti pubblici per le sue rime, che declamava con mirabile maestria, in vari concorsi e manifestazioni a livello provinciale e regionale.

Nel 2006 l'Amministrazione Comunale di Sant'Eusanio del Sangro ha reso possibile, utilizzando fondi dell'Unione Europea per la diffusione della cultura, la pubblicazione postuma di tutte le composizioni inedite di Armando Consalvi che erano state gelosamente custodite dai familiari. La silloge "VERSI INEDITI", che è stata curata da Pietro Verratti, presenta una accattivante copertina disegnata da Michele D'Armenio ed una appassionata prefazione del prof. Domenico Policella. 

Tito Manlio Verratti,trascorse l'adolescenza con lo zio Cesare de Titta che lo fece studiare a Napoli dove conseguì prima il diploma di licenza normale e abilitazione all'insegnamento e poi la laurea in Giurisprudenza. Decorato con medaglia d'argento al valor militare per le sue imprese nella I guerra Mondiale sul Carso, partecipò anche alla II guerra mondiale e fu prigioniero in Algeria. La sua esperienza di soldato ispirò una serie di racconti pubblicati nel volume "I divelti dal turbine". Ricoprì l'incarico di ispettore e fu direttore didattico per molti anni a Guardiagrele dove si distinse per ricerche e pubblicazioni importanti: "Programmi particolareggiati per la scuola elementare", "L'insegnamento della lingua", "Profilo di Dino Provenzal". Fu per un periodo Sindaco del nostro paese e pubblicò nel 1957 un libro che resta fondamentale per la conoscenza della storia locale:"Un paese d'Abruzzo: Sant'Eusanio del Sangro". Nel bel volume di poesia dialettale: "Pe' burle e pe' 'ddavere" sono presenti giovialità e ironia, tratti connotativi del suo carattere; l'opera è una finestra sul mondo interiore di padre, di politico, ma anche uno squarcio di vita della Sant'Eusanio degli anni 50.

Vittore Verratti,figura di intellettuale schivo, profondamente impegnato in studi storici e filologici, è  stato docente di storia e filosofia nei licei frentani. E' autore di numerosi articoli, apparsi su prestigiose riviste letterarie, che risultano fondamentali per la conoscenza del prozio Cesare de Titta e per il corretto inquadramento della sua opera nel panorama poetico dei primi decenni del Novecento. Tra i lavori più significativi si segnalano: CESARE DE TITTA - Cenni critici (Pescara, 1958) e FONOLOGIA E MORFOLOGIA DEL VOLGARE ABRUZZESE (Lanciano, 1968); quest'ultimo, indispensabile per chi voglia avventurarsi nella trascrizione "letteraria" del dialetto, è stato oggetto di ristampa nel 1998 in quanto la prima edizione era andata da tempo esaurita. E' stato il promotore ed il curatore, in collaborazione con la prof.ssa Adelia MANCINI, della ripubblicazione dell'intera OPERA OMNIA di Cesare de Titta; in particolare gli va riconosciuto il merito di aver conferito dignità tipografica a importanti scritti inediti del grande poeta e di aver arricchito ognuno dei venti volumi ristampati con attente riflessioni critiche, operando sempre con umiltà, assoluto disinteresse e massima riservatezza. 

Negli ultimi anni il paese ha conosciuto una intensa attività editoriale grazie alla felice vena di poeti emergenti che certamente faranno ancora parlare di loro in futuro: Vittorino Verratti (Nel bosco di Pan, 1993 - La notte pallida, 1995 - I gelsi, 1997), Nicola Di Stefano (in Orizzonti, 2000 - Passato e presente, 2001 - Tramonti, 2002 - Stagioni perdute, 2005) e Giuseppe Lorentini (Miei pensieri, 2002 - Efflorescenza, 2003 - Il segreto della notte, 2004 - Ti dico che ti amo, 2005 - Parole nascoste, 2005 - Scioltezze, 2005). Vincenzo Pallini, invece, ha pubblicato nel 1997 un interessante volume di ricerca storica: Leonzio De Vitis - un brigante a Sant'Eusanio.

 



Cesare De Titta

Filippo De Titta

Beniamino Rosato

Armando Consalvi

Manilo Verratti

Vittori Verratti

 

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