IL TEATRO.

Il teatro come forma espressiva trova  a Sant'Eusanio del Sangro una solida tradizione che affonda le proprie radici nei primi decenni del secolo scorso, quando Cesare de Titta conferì dignità al vernacolo e produsse, tra l'altro, commedie, drammi e farse dialettali ora raccolti in un cofanetto

costituito da 4 volumi che contengono i testi già editi nel 1920 e nel 1924 insieme ad altri pubblicati in modi e tempi diversi e un altro ancora inedito, in lingua. Il grande umanista, però, non fu solo autore: prima di affidare ai palcoscenici prestigiosi le sue opere, quasi ne volesse testare l'efficacia, ne curava la rappresentazione in paese affidando le parti a persone comuni, a semplici braccianti o artigiani, i quali spesso si sono portati cuciti addosso fino alla morte come appellativo il nome del personaggio interpretato. Il teatro detittiano, come scrive Adelia Mancini, tende alla riproduzione dell'uomo totale attraverso un continuo approfondimento psicologico che fonda il suo essere su episodi di vita reale, casi minuti, pettegolezzi, tragedie dell'amore e del disonore, riuscendo però ad evadere dal piccolo folklore che connota in genere il teatro vernacolo per realizzare drammi e commedie in cui è acuto il senso dell'osservazione della realtà e potente lo studio dell'animo umano.

Fortunatamente, dopo la scomparsa del poeta, illuminati maestri elementari, che erano cresciuti nel clima culturale sopra descritto, conservarono la passione per il teatro dialettale e continuarono con regolarità l'esperienza di rappresentare le opere detittiane e quelle di altri autori contemporanei coinvolgendo i loro alunni. L'introduzione del tempo prolungato nella scuola elementare del capoluogo negli anni '70 ha reso curricolare l'arte della drammatizzazione e ancora oggi tutti i ragazzi in classe quinta salutano ogni anno i loro insegnanti e le famiglie con apprezzatissime rappresentazioni: un appuntamento consolidato che contribuisce a rafforzare l'identità culturale delle giovani generazioni locali.

In tempi più recenti il teatro nel nostro paese è tornato prepotentemente alla ribalta grazie all'impegno di un giovane attore - autore - regista: Stefano ANGELUCCI MARINO. Caratterizzato da una solida formazione maturata presso il Teatro Stabile Abruzzese e la Scuola dell'Attore del Piccolo Teatro del ME-TI di Paglieta, ha approfondito il rapporto tra teatro e racconto orale contadino, sviluppando un percorso sulla figura del Cantastorie abruzzese da un lato e sull'attore-narratore dall'altro.

Dal 1997 ha avviato un intenso impegno nella compagnia Abruzzo TU.CU.R Teatro - "I Guardiani dell'Oca", realizzando una serie di apprezzati spettacoli, tra i quali "La ballata dei tre scrigni", spettacolo di Commedia dell'Arte; "Cantastorie - Storie e leggende di terra e di mare", una gustosa cantastoriata di piazza; "Donna Rosalba Patì", una coraggiosa rivisitazione dell'Erodiade di Giovanni Testori; "Edipuz", liberamente tratto dall'Edipus sempre di Testori. Nel 2001 ha fondato il "TEATRO DEL SANGRO", con finalità di produzione e formazione teatrale ed ha avviato una serie di stimolanti collaborazioni con altri Enti territoriali. Per conto del Teatro Comunale di Atessa, in qualità di Direttore Artistico, ha curato quattro edizioni della Rassegna "Racconti d'inverno"; per la Provincia di Chieti ha ideato e diretto nel 2001 e nel 2002 il "Carnevale popolare d'Abruzzo", spettacolo itinerante di maschere, balli e canti del Carnevale tradizionale abruzzese; per il Comune di Pizzoferrato ha realizzato la trilogia della memoria: "Bruno La Roccia", "Passaggio al Bosco" e "Valle del Sole Show", tre spettacoli teatrali per raccontare l'identità e i mutamenti degli abruzzesi nel Novecento; per il Comune di Sant'Eusanio del Sangro ha prodotto spettacoli liberamente tratti dal teatro dialettale di Cesare de Titta, tra i quali "Mila: la figlia di Jorio", "La scuncòrdie" e "Mastro Cardille", in cui storie costruite quasi un secolo fa vengono riproposte in un taglio sorprendentemente moderno, oltre a "Leonzio: un brigante a Sant'Eusanio" dal quasi omonimo testo di Vincenzo Pallini. Ha partecipato con successo a numerose rassegne, ha promosso proficui scambi culturali con compagnie teatrali nazionali ed estere ed ha rappresentato degnamente l'Italia nel 2004 alla Giornata celebrativa organizzata a Bruxelles da tutte le Società Tolkieniane d'Europa per l'anniversario della presentazione de "Il Signore degli Anelli". Tutti i lavori di Stefano Angelucci presentano una forte caratterizzazione sperimentale, una esaltazione dei grandi valori della nostra terra ed una originalissima operazione interpretativa su testi narrativi classici.

 



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